Associazione Quartieri spagnoli
 
 

L’Associazione Quartieri Spagnoli Onlus è un ente che, organizzazione di volontariato dal 1986 al 2004, grazie ad una varietà di iniziative e progetti, è diventata una piccola agenzia locale di servizi. Nell’ottica dello sviluppo di comunità, entro un approccio di rete, con grande prevalenza del lavoro frontale direttamente con i beneficiari, con le sedi aperte sulla strada e molto lavoro domiciliare, dai primi anni Novanta, sono stati realizzati decine di progetti approvati e cofinanziati dall’Unione Europea, dal Ministero dell’Interno, dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Napoli come da alcune Fondazioni. Alcune attività avviate dall’ente sono poi diventate azioni pilota assunte dalle politiche pubbliche del Comune di Napoli come lo Sportello Sociale, lo Sportello Lavoro, il Tutor per l’affido. Le diverse attività, che, per i casi più compromessi, assumono necessariamente anche un carattere almeno in parte assistenziale, tendono sempre alla migliore attivazione possibile dei beneficiari, nel rispetto della dignità e della libera adesione delle persone.

Con la cooperazione di altri partner molto qualificati l’ente realizza dal 1993 attività di preformazione e formazione con prima socializzazione al lavoro con inserimento dei ragazzi in botteghe artigiane e piccoli laboratori. Vengono realizzati anche piccoli cantieri, percorsi personalizzati di aggancio, primo orientamento e socializzazione alla formazione e al lavoro. Queste attività sono state monitorate e apprezzate dall’ISFOL e da altri valutatori che ne hanno apprezzato l’innovatività e l’efficacia. Dai primi anni Novanta l’ente ha partecipato ad una serie di scambi europei con reti ed enti impegnati nei servizi socio educativi e di preformazione dei giovani svantaggiati.

Dalla fine degli anni Novanta, utilizzando diverse opportunità di cofinanziamento, per questo segmento della domanda sociale, l’ente ha ideato e sperimentato una serie di dispositivi che, pur puntando alla migliore connessione possibile fra percorsi scolastici ed extrascolastici, prova che esiste l’esigenza di un approccio specifico, con strumenti idonei, per recuperare ed includere  ragazze/i in condizioni molto compromesse, in circuiti efficaci di recupero dell’autostima, della resilienza e della dignità, con possibile connessione con percorsi formativi previsti dalle politiche scolastiche e formative.